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La nostra  azienda  opera  nel  settore  delle bonifiche da amianto (Cat. 10/B) utilizzando tecnologie moderne, tecnici  specializzati, ed un’equipe giovane e professionale. 
Le bonifiche da amianto vengono effettuate attraverso l’individuazione dei manufatti, la rimozione, la decoinbentazione, l’incapsulamento e lo smaltimento finale. 
Il  servizio  di  bonifica  è  comprensivo  di: allestimento  del  piano  di  lavoro da  presentare alle ASL competenti ai sensi del D.Lgs. 81/08; l’effettuazione  delle analisi per  la classificazione dei  rifiuti; monitoraggi ambientali in M.O.C.F. e SEM; trasporto e conferimento in Impianti di smaltimento autorizzati con rilascio delle relative certificazioni. La rimozione viene effettuata attraverso interventi altamente specializzati con allestimento  di  cantieri operativi  in  grado di  procedere  nelle massime condizioni di sicurezza sia ambientale che del nostro personale addetto, secondo quanto previsto dalle attuali norme di Legge. 
Terminato il processo di rimozione, Edilambiente Srl effettua il monitoraggio in MOCF finale per la restituibilità dell’area.

Dove si trova

Attualmente l’amianto è comune trovarlo nei seguenti manufatti:
• Coperture costituite da tegole e lastre ondulate in cemento amianto (eternit)
• Canne fumarie e comignoli
• Gronde discendenti
• Serbatoi e condotte d’acqua
• Rivestimenti isolanti di tubi e caldaie
• Pavimentazioni in linoleum

L’amianto,  conosciuto  anche  come  asbesto  (dal  greco inestinguibile), è composto da una serie di  silicati idrati presenti in natura  in  numerose  parti del mondo, ed è  caratterizzato  da  proprietà  particolari  quali  la  resistenza al  calore ed  agli acidi, nonché una scarsa conducibilità elettrica, oltre ad avere elevate capacità fonoassorbenti e termoisolanti.
Queste sue pregevoli peculiarità, associate al fatto che si lega con  estrema  facilità  assieme  a  materiali  da  costruzione  quali cemento,  gesso, calce  e  con  alcuni  polimeri come gomma e pvc, hanno fatto  sì  che  sia  stato  largamente  utilizzato  fino  agli anni ottanta nel settore industriale ed  edilizio, proprio anche  grazie  alla sua versatilità ed ai  costi di produzione  decisamente contenuti.
In particolar modo, la mistura costituita da amianto e cemento brevettata nel 1901 dall’austriaco Ludwig Hatschek con il nome di Eternit, il cosiddetto fibrocemento o  cemento-amianto,  da  noi  meglio  identificato con  il nome del  suo  maggiore  produttore  presente  in Italia,  ovvero  l’omonima  Società  Eternit di Casale Monferrato, ha avuto un notevole utilizzo nella  produzione di lastre, tegole e lastre ondulate, sovente  usate  quali  coperture  per tetti  e capannoni, proprio grazie all’elevata  resistenza alle temperature, al deterioramento ed usura, associate ad una considerevole leggerezza.
Negli anni ottanta venne  scoperta  l’elevata pericolosità dell’amianto, dovuta  proprio alle   singole  fibre  tossiche  che  lo  costituiscono, piccolissime,  leggere  e  molto resistenti, le quali possono  essere inalate con  estrema  facilità,  depositandosi nei bronchi e negli alveoli polmonari,  migrando  successivamente verso  la  pleura  danneggiandone  i  tessuti.  L’esposizione  alle  suddette  fibre  può  provocare  patologie   deleterie  per  la  salute,  tra  le  quali  occorre necessariamente menzionare  tra tutte  il  mesotelioma,  una gravissima forma tumorale che  colpisce  le membrane  seriose  come  la pleura, il peritoneo  ed i l pericardio; l’asbestosi, malattia di  carattere  polmonare, che  genera  difficoltà  nella  respirazione e  nello  scambio  d’ossigeno  con  il  sangue, tendendo  successivamente a  sfociare  in  forme gravissime d’insufficienza respiratoria e mortali; il carcinoma polmonare, uno dei  tumori più comuni nella popolazione, in cui i casi derivanti dall’esposizione all’amianto sono poco distinguibili da quelli derivanti da altre cause, sebbene sia provato che l’esposizione ad ogni tipologia di amianto aumenta il rischio del suddetto tumore fino ad almeno cinque volte.
Occorre comunque specificare che  l’amianto può  perdere  considerevole  parte delle sue caratteristiche nocive nel  caso dell’amianto  in  matrice  compatta, in  cui  lo stesso non rilascia facilmente fibre libere nell’atmosfera, all’opposto invece dell’amianto friabile  e  facilmente erosivo, il quale risulta ovviamente molto  cancerogeno.  Pertanto, i  materiali  friabili, ovvero  quelli  che tendono a sbriciolarsi facilmente, sono da ritenersi maggiormente inquinanti. Il divieto di impiego dell’amianto è stato introdotto in Italia dal 1992.